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ESCLUSIVO! INCREDIBILE! MEMORABILE!

Il Vate Sperduti ha rilasciato una dichiarazione toccante a tutti i partecipanti del premio a Lui dedicato!
Gli indimenticabili consigli che Sperduti ci regala in questo preziosissimo minuto animato avrebbero fatto gola a tutti gli aspiranti umoristi che si sono cimentati nel concorso, ma del resto lo spirito del Vate rifugge briglie e scadenze. L’ispirazione è arrivata ieri sera, e lui ieri sera ci ha regalato queste perle.

Vi ricordiamo che questa sera avverrà la premiazione. I fortunati finalisti potranno conoscere di persona, e forse addirittura bere una birra dalle mani del più grande scrittore sconosciuto vivente.

Vi aspettiamo!

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Ti piacerese fare il scritore?


(l’immenso Natalino Balasso)

Se anca voi volete scrivere un raconto sula gente che si basa e ciucia il ghiaciolo ad Asiago, mandate le vostre perle di sageza al Premio Sperduti!
Avete tempo fino al 15 otobre per mandarci i vostri pensieri di come che li pensate voi.
Devono esere lunghi masimo 5000 batute che non sono schiafoni ma carateri di quando che scrivi al computer. E devono far ridere ah!
Potete vincere dei libri e anca dela bira diretamente dale mani di un scritore.
Cosa aspetate?

Mal di libri: una risata vi sepelirà.

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Un romanzo di formazione!

Durante la prima edizione di Mal di Libri Lesflaneurs ha organizzato un reading con Carlo Sperduti e Carolina Cutolo. Lei ha letto dei passi di Ermanno Cavazzoni, uno in particolare ha stravolto il mio modo di guardare il catalogo IKEA. Da Il limbo delle fantasticazioni.

La parola letteratura è un po’ stretta, c’è questa faccenda della finzione che sinceramente non si sa come maneggiare, dove incomincia e dove finisce (il vero e l’inventato); poi ci sono i modelli di genere: cosa stai facendo? – Un romanzo. – Bene, bravo. – Un romanzo di formazione! – Bravissimo. Come uno dicesse: faccio lo spezzatino con i piselli. Benissimo. Anche i libri si possono fare così, seguendo una ricetta. Niente di male; e niente di male che ci siano lettori che dopo aver mangiato lo spezzatino, ed eventualmente i piselli, il dolce e la frutta, prendano il libro e se lo leggano tranquilli, trovandoci tutti gli ingredienti che ci si aspetta: dei personaggi, dei dialoghi, un po’ di trama e di sentimenti eccetera. Altri lettori preferiscono le parole crociate, non è una colpa, è legittimo; altri preferiscono i cataloghi di vendita per corrispondenza, col listino dei prezzi, che è una lettura che non fa né male né bene, ma intrattiene lo spirito mentre è in atto la digestione.
Diciamo che c’è della letteratura (cosiddetta) che ha la stessa funzione, di far digerire, di far stare in pace; e io non la condanno, anche se a volte è meglio leggere un buon catalogo di arredo casa; che anche lui qualcosa di romanzesco quasi sempre ce l’ha: le mogli felici, le lavastoviglie, il detersivo piatti, quel medio benessere, la camera in noce matrimoniale. Il catalogo casa è la continuazione del classico romanzo rosa dopo il matrimonio; perché racconta la vita ideale dei giovani sposi ex-fidanzati, e se ne mostra tutta la scenografia. È una finzione anche questa, quella dei cataloghi arredo, ed è molto influente: il padre che rincasa alle sei sorridendo, mentre la moglie sorride e sorridono eventuali figli, suocere e zie mentre si aggirano in mezzo alle pentole antiaderenti, nei pressi del forno a microonde, tra il divano-letto e la libreria portaoggetti; e poiché la vita invece è diversa, molti alla fine pensano che la loro famiglia è anormale, fatta di squilibrati, di nevropatici, dove nessuno ride o sorride così stabilmente, e da ciò la crisi universale oggigiorno di coppia.

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