Archivi categoria: Segnalazioni

Malinconia di libri

Ieri sera da Chiccen un’accolita di appassionati, me compresa, pendeva dalle labbra del saggio Vincenzo Sparagna. Tra le tante cose belle, a un tratto ha detto che è stupido dividere vecchi e giovani, perché il tempo è molto più ristretto di quanto crediamo: “il passato è un’ora fa e il futuro è fra un’ora.”
Istintivamente ho pensato: “e tra un’ora devo andare a vedere Christian Raimo e Marcello e il mio amico Tommaso allo spazio S.I.P.”. La cosa mi ha fatto sorridere, e mi ha dato la misura di quanto i due giorni di Mal di Libri siano un sovvertimento alla vita di tutti i giorni, una piccola ma grande rivoluzione.

La folla che ascolta Celestini

Se l’anno scorso abbiamo sfidato il tempo, quest’anno abbiamo sfidato lo spazio decidendo di invadere con i libri un quartiere intero. L’esperimento è riuscito: ho visto facce interessate e ne ho viste tante, e ho imparato molte cose: dal suono della kora africana alle scritture dei ragazzi, passando per le facce dei blogger o dei giornalisti di Pubblico, fino al reading di Sforbiciate che mi ha appassionata nonostante i possenti postumi al punto di farmi chiedere l’autografo all’autore (parentesi/1: con Sparagna invece mi sono fatta vincere dalla timidezza anche se mi ero portata in giro la mia enciclopedia su Frigidaire peggiorando la mia gobba.)
(parentesi/2: non dite che non vi piace il calcio e fidatevi di una buzzatianaSforbiciate non è solo calcio. Anche se pure il calcio da solo non è male. A proposito: forza Roma.)

Molte cose non riesco a dirle, perché è vero che Mal di Libri mi prende alla gola e al cuore. Una cosa certa è che la nostra festa è servita a collegare le persone, farle conoscere e chiedere a tutti quali storie hanno in testa: i ragazzi di Pub hanno fatto un sacco di interviste bellissime, e in una c’è anche Chiara che è stata l’eminenza grigia dietro a tutto, e scherzando dice che i libri consolano anche quando sono crudeli, e io penso sia una cosa vera.

Tutta questa tirata un po’ emotiva per ringraziare tutti quelli che ci sono stati: gli ospiti, i partner, le persone dietro le quinte e quelle davanti e attorno; e anche tutti quelli lontani che ci hanno contattato per dirci che avrebbero voluto esserci. Nel prossimo futuro riempiremo questo blog delle foto e dei video fatti in questi due giorni: chiunque ne avesse può inviarli a maldilibri[at]gmail.com.

Mal di Libri è stata una bellissima festa quest’anno, e tornerà presto, con chissà quale forma e quali nuove storie: la prima ad essere curiosa sono io.

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Ascanio Celestini a Mal di Libri

Sabato 20 ottobre 2012, Ascanio Celestini ha presentato a Mal di libri, nell’affollatissimo cortile della Biblioteca Goffredo Mameli, il suo nuovo libro, Pro Patria (Einaudi), che racconta l’Italia di oggi attraverso le lettere dei protagonisti della Repubblica Romana rilette e riportate alla vita da un detenuto.

L’evento è stato organizzato in collaborazione con Terranullius Narrazioni.

Intervistato da Rachele Masci, Ascanio ci dice cosa pensa della due giorni romana dedicata ai libri e alla lettura e ci racconta anche come gli è venuto “il mal di libri”.

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ESCLUSIVO! INCREDIBILE! MEMORABILE!

Il Vate Sperduti ha rilasciato una dichiarazione toccante a tutti i partecipanti del premio a Lui dedicato!
Gli indimenticabili consigli che Sperduti ci regala in questo preziosissimo minuto animato avrebbero fatto gola a tutti gli aspiranti umoristi che si sono cimentati nel concorso, ma del resto lo spirito del Vate rifugge briglie e scadenze. L’ispirazione è arrivata ieri sera, e lui ieri sera ci ha regalato queste perle.

Vi ricordiamo che questa sera avverrà la premiazione. I fortunati finalisti potranno conoscere di persona, e forse addirittura bere una birra dalle mani del più grande scrittore sconosciuto vivente.

Vi aspettiamo!

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Aspettando Mal di libri…

In attesa dell’apertura ufficiale di Mal di libri prevista per domani alle ore 12.00, il nostro “inviato speciale”, Luca Celea Gabriele, è andato in giro per la città con la redazione di PUB – Lettori alla spina a caccia di lettori forti e di ossessioni/confessioni letterarie.

QUI tutti i video girati.

Durante il corso della manifestazione,  i ragazzi si aggireranno inoltre tra i locali e il pubblico per raccogliere nuove “matte” testimonianze. L’appuntamento è fissato per domenica alle 20.30 all’Hula Hoop Club per la proiezione di tutto il materiale raccolto. Restate sobri!

Buoni sogni.

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La luna è il nostro sole, in anteprima il nuovo romanzo di Nuran David Calis

«Nuran David Calis ha scritto un romanzo che brucia per la sua attualità» – Die Welt.

Sabato 20 ottobre, L’Asino d’Oro Edizioni presenta in anteprima assoluta La luna è il nostro sole (in libreria dal 2 novembre), il romanzo del regista e autore teatrale tedesco Nuran David Calis.

Introduce l’evento il traduttore Antonio Marinelli.

Seguono letture a cura di Angela Antonini.

L’appuntamento è per le ore 20.30 presso il ristorante Infernotto, in via del Pigneto, 31.

Dopo la morte del padre, Alen molla la scuola e lavora come buttafuori. Da quel momento sembra che abbia tutto: un lavoro nel locale più rinomato di Bielefeld, amici che in ogni situazione sono dalla sua parte, e una ragazza, Flo. Allo stesso tempo non ha niente, nessun progetto, nessun futuro. È sospeso tra due mondi, Germania e Armenia, notte e giorno, passato e futuro. Suo cugino imbastisce affari alle sue spalle. Così l’amicizia diventa sospetto, tradimento e violenza. Flo lascia la città. Solo quando suo zio gli racconta la storia della famiglia, del tesoro sepolto in patria, Alen cambia direzione e parte per l’Armenia. Con voce autentica e selvaggia, Nuran David Calis racconta di nostalgia arrabbiata, di sconfitte ma soprattutto di nuovi inizi.

Nuran Calis David è nato nel 1976 a Bielefeld, da genitori ebrei-armeni, emigrati dalla Turchia. Ha lavorato come buttafuori, ha studiato Regia a Monaco di Baviera e prodotto videoclip musicali per delle band di Hip-Hop. È impegnato come regista, autore di teatro e sceneggiatore cinematografico.

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Premio Sperduti: tempo scaduto!

I termini per la partecipazione al Premio Sperduti sono ormai scaduti.
Vi abbiamo pure fatto la rima.
In attesa dei nomi dei sei cinque finalisti, che saranno pubblicati giovedì 18 alle 17:47 su questo blog e appesi sul frigo di Carlo Sperduti alla stessa ora, il disillustre autore annuncia che aprirà la serata di premiazione con la lettura di un micro-racconto inedito di penna sua, intitolato InterfeRenza, che comincia così (e finisce peggio):

“Me ne sono accorto solo Renza, quando sono andato a fare la spesa. A stare in Renza, se si vive da soli, mica uno se ne rende conto, di una cosa così. Non parlavo con nessuno, non avevo modo di ascoltare la mia Renza…”

L’imperdibile premiazione si terrà sabato 20 ottobre 2012 alle 22:00 presso i locali dell’Hula Hoop Club (via L. F. De Magistris 91/93). Non mancate!

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Il nostro profilo migliore

Il nostro Luca ci regala una presentazione imperdibile delle dieci video-recensioni più cliccate del canale Youtube Qua si parla di libri, da lui diretto e ideato.

Mal di Libri: una festa telegenica!

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Ghigliottina.it: informazione indipendente di qualità

Un nuovo taglio all’informazione è il sottotitolo, lo slogan che fa capire cos’é e chi fa parte di Ghigliottina.it, che per il secondo anno consecutivo ha il piacere e l’onore di partecipare a Mal di Libri. Nell’ottobre di 12 mesi fa, armati di entusiasmo, computer, telecamera e microfono i ragazzi di questo settimanale online romano nato nel 2007, si sono presentati alla prima edizione di Mal di Libri con l’intento di farsi conoscere e condividere insieme questa manifestazione culturale.

Sabato 20 e domenica 21 ottobre 2012 se vedrete qualcuno con in mano una telecamera e un microfono non spaventatevi: la sete di informazione indipendente e di qualità vi coinvolgerà, naturalmente in mezzo agli stand e durante gli incontri di Mal di Libri

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Via dei Serpenti: un blog dedicato all’editoria di qualità

Ecco il guest post che il sito dedicato alla piccola e media editoria romana Via dei Serpenti ha regalato a Mal di Libri: i nostri amici ci svelano come due voci che parlino dello stesso libro siano sempre inevitabilmente diverse.

Via dei serpenti sarà tra gli ospiti dell’evento Dal libro-feticcio al blog letterario: come si mettono in rete le storie, alle 21.30 di domenica 21 presso l’Hula Hoop Club di via De Magistris 91/93, insieme a  Colla – Una rivista in crisi, Conaltrimezzi, Flanerì, Pub, SetteperUno e Tropico del Libro.

Si può dire che Via dei Serpenti abbia iniziato il suo cammino tra recensioni e interviste con Playground, la piccola casa editrice romana fondata da Andrea Bergamini nel 2004 «per caso e contemporaneamente come risposta a un’esigenza profonda. Il caso è un amico che ti propone l’idea; l’esigenza profonda, invece, è la passione convinta, non hobbistica o astratta, per la narrativa. A questo aggiungerei l’incoscienza». Così spiegava Andrea Bergamini a Via dei Serpenti nell’intervista del 5 settembre 2011, inaugurando il filone di dialoghi con editori, autori, illustratori.

È con un libro di Playground, il bellissimo A cosa servono gli amori infelici di Gilberto Severini, che Via dei Serpenti si presenta per la prima volta al pubblico della rete il 25 aprile 2011.

A cosa servono gli amori infelici, romanzo di grande suggestione e soluzioni narrative differenti, è la storia di un uomo senza qualità, un «generico della vita», un «paroliere dei discorsi di circostanza presidenziali» che affronta con coraggioso disincanto la ricostruzione del proprio passato, superando la tentazione di rendere interessante ciò che è stato soltanto arida quotidianità. Con una scrittura pacata e nitida, che sa essere amara e spietata, ma anche ironica e leggera, Severini scompone e ricostruisce le atmosfere della provincia italiana, i furori della protesta giovanile degli anni Sessanta, il rimpianto, spesso struggente, delle occasioni mancate, di una vita intravista ma mai pienamente vissuta, le contraddizioni di una cultura intrisa di pregiudizi dove la passione e il desiderio sessuale appaiono imbarazzanti e vergognosi.  […] sono lasciate affiorare le confessioni più intime e sconvenienti, i tumulti e i travagli silenziosi di un ragazzo che scopre di essere oggetto di desiderio e di amore ma che non vuole e non può ricambiare. […] Di una vita possono restare soltanto passioni sfiorate, amori rimpianti e occasioni mancate, ma si può anche scoprire il desiderio dell’attesa, non importa a quale età. Si può aspettare la seconda chance, perché questa volta si vuole partecipare, anche senza sapere ancora a cosa.” (dalla recensione di Emanuela D’Alessio).

Il libro è stato tra i finalisti allo Strega 2011 e godendo di una meritata celebrità, Playground ha riportato in libreria un altro romanzo di Severini, Congedo ordinario, cui Via dei Serpenti ha dedicato una doppia recensione.

“Con uno «stile piano e preciso, concreto eppure poetico» (gli aggettivi sono rubati a Marco Lodoli poiché probabilmente non ne esistono di migliori per descrivere la prosa di questo autore), Severini crea un breve e incisivo romanzo che fa pensare e che riempie di una soffusa e delicata malinconia. Definito da Pier Vittorio Tondelli «uno dei migliori talenti della sua generazione» e «lo scrittore più sottovalutato d’Italia», Severini è un campione di misuratezza, così lontano da certa narrativa urlata e sensazionalista di oggi. Persino nel raccontare cose che potrebbero facilmente essere sfruttate per scioccare il lettore, (in questo caso la vita “scandalosa” di un professore gay di provincia e, in A cosa servono gli amori infelici, le tendenze omosessuali e vagamente pedofile di un prete), Severini rimane calmo e compassato, quanto più lontano dalla volgarità che ormai spadroneggia un po’ ovunque. Un autore del genere, in un mondo del genere, è quasi un eroe.” (dalla recensione di Chiara Rea).

Via dei Serpenti ricorre spesso alla doppia recensione di un medesimo libro, non tanto per mettere in evidenza giudizi contrastanti o divergenti, quanto per esaltare la variegata complessità dell’apprezzamento. È accaduto, in particolare, con un altro libro Playground La verità, soltanto la verità di Helen Humpreys, recensito su Via dei Serpenti il 7 e il 14 novembre 2011.

“Un romanzo storico (la Humphreys ha attinto alla biografia di Sainte-Beuve e per quanto possibile ha ricalcato gli avvenimenti realmente accaduti) che lascia spazio all’immaginazione, La verità, soltanto la verità, ripropone i grandi temi della solitudine, del dolore, della perdita e dell’irresolutezza dell’amore, ma sembra porre anche una domanda. La verità, prova a chiedersi la scrittrice attraverso le riflessioni e le intense conversazioni di Charles e Adèle, è indispensabile o soltanto strumento crudele di devastazione dei sentimenti e della felicità? La letteratura porta alla verità o è la sua estrema negazione? Nessuno dei protagonisti ha trovato una risposta ma tutti vengono sopraffatti: per loro la verità si è rivelata fatale.” (dalla recensione di Emanuela D’Alessio).

“Se vogliamo definire La verità, soltanto la verità  come “una storia d’amore” – e in effetti lo è – dobbiamo però chiederci che cosa sia l’amore. È la passione tenera, malinconica e clandestina che unisce Charles  e Adèle? È l’ammirazione mista a invidia che Charles prova per Victor? O è l’amicizia che lega i due uomini? È l’innamoramento incondizionato che Victor nutre per sé
stesso e per le proprie opere? È il fervente e devoto amore materno che Adèle prova per i suoi figli? O la follia disperata e cieca della piccola Dédé che segue ossessivamente l’amato Albert che invece la evita e la respinge? È tutto questo e molto altro ancora, perché in realtà il concetto di “amore” è ambiguo, multiforme, sfugge alle definizioni che da sempre l’uomo ha tentato di
attribuire.
Questo è il nodo centrale del romanzo di Helen Humphreys che con cura, eleganza e sentimento ricostruisce la storia realmente accaduta di Charles Sainte-Beuve, Victor Hugo e Adèle Hugo, personaggi che non hanno bisogno di essere presentati.
La verità, soltanto la verità è un’immersione nelle profondità dell’animo umano, nella complessità dei rapporti con gli altri e, prima di tutto, con noi stessi. Pieno di echi della letteratura francese (come non pensare, ad esempio, al Contro Sainte-Beuve in cui Proust espone la propria idea di letteratura e critica S-B quando ritiene che per capire l’opera di un autore non si possa fare
a meno di conoscerne e interpretarne la biografia e la vita privata), questo romanzo è anche un’elegia della letteratura come principale strumento di comprensione dell’esistenza, un inno al potere – non sempre positivo ma totalizzante – della scrittura. Il tutto narrato con una grazia e un’eleganza che raramente s’incontrano nei libri d’oggi.
«Scrivo questa storia per entrarci di nuovo dentro. Tutto qui. La scrittura non ricrea l’attimo, piuttosto lo ferma. E quando l’attimo è fermo, puoi finalmente osservarlo per bene. Puoi girarci intorno, esaminarlo da ogni lato. Nella vita reale l’attimo vola via. Non si può fare altro che arrancargli dietro o correre per cercare di raggiungerlo».” (dalla recensione di Chiara Rea).

Abbiamo scelto di presentarci attraverso una casa editrice come Playground perché ha ispirato la nostra decisione di creare uno spazio in rete per parlare di libri e di editoria, in particolare di piccola e media editoria romana.

Per capire meglio – noi – come sia possibile realizzare un progetto culturale nonostante le mille insidie e difficoltà; per fare capire – agli altri – come sia sufficiente discostarsi anche di poco dai canali più tradizionali, dal mainstream, dai numeri sensazionalistici delle classifiche, per incontrare la buona qualità.

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Uga uga!

 

Siete curiosi di conoscere una editrice bestiale?

Sabato alle 18 da Sister Ray Gorilla Sapiens presenta Urban Noise (autori vari) e Wuh! (di Andrea Paolucci). Incursioni visivo-sonore tra rumorosi racconti di città a cura di Andrea Paolucci. Lo shop, completamente rivisitato, sarà un’opera d’arte underground dedicata a Mal di Libri.

Qui il programma di sabato!

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